Comprendere i livelli BIM

Scopri i livelli BIM da 0 a 3 e perché il passaggio dal livello 2 al livello 3 è strategico. Kroqi accompagna questa transizione digitale.

1 ottobre 2025 · Rayan HACHANI

Il BIM (Building Information Modeling) non è solo una tecnologia di modellazione, è soprattutto una metodologia collaborativa. Mira a creare e condividere una base dati unica su un progetto, dalla progettazione alla gestione. L’obiettivo è ridurre gli errori, migliorare il coordinamento e ottimizzare costi e tempi di costruzione.

Per misurare l’adozione e la maturità del BIM, si distinguono diversi livelli: 0, 1, 2 e 3. Questi livelli traducono la capacità degli attori di collaborare attorno a modelli digitali e strutturare l’informazione in modo affidabile. Mentre i livelli 0 e 1 corrispondono alle prime tappe, sono soprattutto i livelli 2 e 3 a segnare una vera rivoluzione nelle pratiche professionali.

In questa guida analizzeremo in dettaglio ogni livello, poi spiegheremo perché il passaggio dal BIM livello 2 al BIM livello 3 è decisivo. Infine, vedremo come Kroqi, piattaforma francese sovrana, aiuta i team a progredire passo dopo passo in questa transizione.

I diversi livelli BIM: da 0 a 3

Il livello 0: scambi in 2D senza vera collaborazione

Il livello 0 corrisponde a un’organizzazione tradizionale in cui i documenti sono prodotti e scambiati sotto forma di elaborati 2D.

Esempio concreto: un architetto fornisce un elaborato 2D a uno studio di progettazione strutturale. Se una modifica viene apportata dall’ingegnere, l’architetto deve integrare manualmente il cambiamento nel proprio file. Ciò moltiplica i rischi di errore e di disallineamento tra le versioni.

Il livello 1: comparsa del 3D e gestione parziale delle informazioni

Con il livello 1, il 3D fa il suo ingresso, in particolare per rappresentare i volumi e migliorare la visualizzazione. Alcuni documenti iniziano a essere strutturati (computi, cronoprogrammi), ma ogni interveniente conserva i propri file.

Esempio: un architetto progetta l’edificio in 3D con un software CAD, mentre l’ingegnere strutturista utilizza un altro strumento per i propri calcoli. I file non sono interoperabili e devono essere tradotti manualmente, il che limita la collaborazione.

Il livello 2: interoperabilità, modelli federati e collaborazione avanzata

Il livello 2 è quello della collaborazione strutturata. Ogni disciplina produce il proprio modello digitale, ma questi possono essere federati in un modello globale.

Esempio: in un progetto di riqualificazione di un istituto scolastico, gli ingegneri impiantisti integrano le loro reti in un modello IFC. Federato con il modello strutturale, il software mette in evidenza un’interferenza tra una trave e un cavedio tecnico. La correzione viene effettuata a monte, evitando un costoso ripristino in cantiere.

Il livello 3: modello unico collaborativo e gestione in tempo reale dei dati

Il livello 3 rappresenta il compimento del percorso BIM.

Esempio: in un progetto ospedaliero, un modello BIM livello 3 permette al committente di monitorare in tempo reale l’evoluzione degli elaborati, i costi aggiornati e gli impatti sul calendario. Questo approccio facilita la presa di decisione e migliora la trasparenza tra tutte le parti.

Livello BIMCaratteristiche principaliFormati utilizzatiCollaborazioneLimiti
Livello 0Elaborati 2D, scambi di documenti isolatiDWG, PDFQuasi inesistenteDati dispersi, forte probabilità di errori
Livello 1Introduzione del 3D, strutturazione parziale dei datiDWG, formati proprietariCollaborazione limitata, scambi non interoperabiliCoordinamento ristretto, file frammentati
Livello 2Modelli disciplinari federati, interoperabilità tramite formati aperti, uso di un CDEIFC, BCFCollaborazione avanzata tra attoriIl coordinamento dipende dalla qualità degli scambi e dagli standard
Livello 3Modello unico collaborativo, dati centralizzati in tempo reale, accesso condivisoIFC, formati compatibili openBIMCollaborazione completa e simultaneaComplessità organizzativa, requisiti forti in governance e sicurezza dei dati

Perché il passaggio dal livello 2 al livello 3 è strategico

Migliorare il coordinamento e ridurre gli errori

Il livello 2 permette già un coordinamento efficace, ma si basa sulla federazione di modelli distinti. Il livello 3, con il suo modello unico, elimina ulteriormente duplicati e incoerenze. Ogni attore accede a un’informazione affidabile e aggiornata, riducendo i rischi di difetti e contenziosi.

Ottimizzare costi e tempi

La rilevazione anticipata degli errori e l’aggiornamento in tempo reale dei dati permettono di controllare meglio i costi. I ritardi sono limitati perché gli impatti di una decisione possono essere simulati e corretti immediatamente. Questa reattività si traduce in una produttività accresciuta e una migliore redditività.

Rispondere ai requisiti dei mercati

Numerosi capitolati pubblici richiedono già il BIM livello 2. Il livello 3, ancora poco generalizzato, diventerà a medio termine uno standard. Gli attori che adottano fin da oggi questo percorso prendono un vantaggio competitivo e valorizzano la propria competenza presso i committenti.

Accompagnare la trasformazione digitale del settore

Il passaggio dal livello 2 al livello 3 non è solo tecnico: implica una riorganizzazione. I processi devono essere pensati per favorire la trasparenza e il lavoro collaborativo continuo. Questo cambiamento apre la strada a usi innovativi, come i gemelli digitali, che prolungano il valore del modello oltre la costruzione, nella gestione e manutenzione delle opere.

I vantaggi di Kroqi per lavorare su tutti i livelli BIM

Un ambiente adatto a ciascun livello

Già dal livello 0, Kroqi offre una centralizzazione dei documenti che evita le dispersioni. A partire dal livello 2, diventa un vero CDE per ospitare e gestire i modelli federati. Questa continuità permette ai team di progredire senza cambiare strumento.

Sicurezza e governance dei dati

Kroqi garantisce un hosting sovrano e sicuro in Francia. Gli amministratori definiscono i diritti di accesso e ogni azione è storicizzata. Questa governance porta una fiducia indispensabile, in particolare per i progetti pubblici o sensibili.

Collaborazione e interoperabilità

Compatibile con i formati IFC e BCF, Kroqi facilita lo scambio di modelli tra software specialistici. Le funzionalità di commenti, annotazioni e notifiche integrate migliorano la comunicazione e sostituiscono efficacemente gli scambi dispersi via email.

Una leva per evolvere verso il livello 3

Centralizzando i dati e permettendo un monitoraggio in tempo reale, Kroqi prepara naturalmente i team al BIM livello 3. Diventa uno strumento di transizione per le organizzazioni che desiderano superare un livello senza rotture tecnologiche.

Accessibilità e adozione ampia

Interamente gratuito, Kroqi è accessibile sia alle piccole strutture sia ai grandi attori. Ciò democratizza il BIM permettendo a tutti di impegnarsi in un percorso progressivo e controllato.

Riuscire la transizione digitale dell’edilizia

I livelli BIM traducono la maturità digitale di un progetto, dal semplice scambio di elaborati 2D (livello 0) al modello unico collaborativo (livello 3). Il passaggio dal livello 2 al livello 3 è una tappa decisiva per ridurre gli errori, ottimizzare i costi e rispondere alle nuove aspettative dei mercati.

Offrendo un ambiente collaborativo, sicuro e sovrano, Kroqi accompagna questa progressione e permette ai team di guadagnare in efficienza. La sua gratuità e semplicità ne fanno una soluzione di riferimento per ogni organizzazione, dalle piccole agenzie ai grandi progetti.

Con Kroqi, gli attori del settore costruzioni dispongono di uno strumento affidabile per strutturare il proprio percorso BIM, progredire da un livello all’altro e preparare con serenità il futuro dell’edilizia digitale.

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