Open BIM vs BIM proprietario: quale strategia per il vostro progetto e il formato IFC

IFC BIM: confronto tra openBIM e BIM proprietario, vantaggi, limiti e scelta strategica per il vostro progetto, in appalto pubblico o privato.

22 maggio 2026 · Stephane PETIT

💡 In breve

Il BIM si declina in due approcci concorrenti: l’openBIM, fondato sul formato aperto IFC normalizzato da buildingSMART (ISO 16739), e il BIM proprietario, confinato nell’ecosistema di un singolo produttore di software. L’openBIM garantisce interoperabilità, durabilità e sovranità dei dati. Il proprietario offre funzionalità integrate, ma crea dipendenza. Per gli appalti pubblici e i progetti di lunga durata, l’approccio openBIM si impone. Kroqi, piattaforma openBIM promossa dal CSTB e ospitata in Francia, accompagna questa strategia.

Scegliere tra openBIM e BIM proprietario impegna il vostro progetto per dieci o cinquant’anni. È una decisione di governance dei dati, non una semplice scelta di strumenti. Il formato IFC, standard aperto definito da buildingSMART, è al centro di questo cambiamento. Questo articolo illustra vantaggi e limiti dei due approcci, l’impatto sugli appalti pubblici francesi, i criteri di decisione e le condizioni per un’implementazione di successo. Una piattaforma openBIM francese promossa dal CSTB accompagna gli attori che scelgono l’apertura.

Cos’è il BIM e cosa distingue aperto e proprietario

Definizione operativa dei due approcci

Il BIM (Building Information Modeling) indica una metodologia collaborativa di progettazione, esecuzione e gestione degli edifici basata sul modello digitale. Questa metodologia può essere applicata secondo due approcci distinti.

L’openBIM si fonda su un principio di apertura dei dati. I modelli circolano tra gli attori in formato IFC, indipendentemente dai software utilizzati per produrli. La promessa è chiara: nessun attore è vincolato a un produttore particolare.

Il BIM proprietario confina il modello nell’ecosistema di un produttore. I file sono nel formato nativo della suite software, ottimizzati per l’uso interno ma difficilmente utilizzabili al di fuori di quell’ambiente. La guida completa per capire il BIM nelle costruzioni illustra in dettaglio questi principi fondamentali.

L’IFC, formato pivot dell’openBIM

L’IFC, acronimo di Industry Foundation Classes, è il formato pivot dell’openBIM. Descrive la geometria di un edificio e le proprietà dei suoi elementi costruttivi (muri, finestre, impianti) in modo leggibile da qualsiasi strumento compatibile.

L’IFC è normalizzato da buildingSMART, organizzazione internazionale senza scopo di lucro, e dispone dello status ISO 16739 dal 2013. Questa normalizzazione garantisce la stabilità e la durabilità del formato, indipendentemente dai produttori commerciali.

Quali sono i vantaggi concreti dell’openBIM

Interoperabilità tra software di settore

L’interoperabilità è il vantaggio centrale. In un progetto, l’architetto, l’ingegnere strutturista e lo studio di progettazione impiantistica usano spesso software diversi. L’IFC permette a ciascuno di leggere il contributo degli altri senza cambiare strumento.

Questa indipendenza dai produttori cambia le dinamiche del progetto. Il committente può consultare il modello consolidato senza dover installare né acquistare una licenza specifica. Una piattaforma connessa in modo nativo agli strumenti BIM del mercato amplifica questa apertura facilitando import ed export IFC tra tutti i soggetti coinvolti.

Durabilità e ciclo di vita

Un edificio vive da cinquanta a cento anni. Il modello digitale deve poter essere letto altrettanto a lungo. Con un formato aperto e normalizzato, questa durabilità è assicurata dalla norma internazionale, indipendentemente dal destino commerciale dei produttori.

Anche la continuità tra le fasi di progettazione, esecuzione e gestione è meglio garantita. Il gestore che subentra ai costruttori può accedere al modello senza dipendere da un software ereditato dal progetto. Questa continuità è esplicitamente prevista dalla norma ISO 19650.

Quali sono i vantaggi e i limiti del BIM proprietario

Vantaggi operativi di un ecosistema integrato

Il BIM proprietario offre vantaggi reali che sarebbe disonesto ignorare. Le prestazioni native nel software d’origine sono generalmente superiori: nessuna conversione, nessuna perdita di informazioni durante le operazioni interne.

L’integrazione tra moduli della stessa suite rende più fluidi i flussi interni: un architetto che passa dalla modellazione al rendering e poi all’analisi energetica resta nello stesso universo. Alcune funzionalità avanzate arrivano prima negli ecosistemi proprietari, per poi essere normalizzate nell’IFC.

La tabella seguente sintetizza punti di forza e debolezze dei due approcci secondo i criteri strategici.

CriterioopenBIMBIM proprietario
Formato di riferimentoIFC (aperto, ISO 16739)Formato nativo di un produttore (.rvt, .nwd, ecc.)
InteroperabilitàLettura e scambio da parte di qualsiasi strumento compatibileLimitata all’ecosistema del produttore
Durabilità a lungo termineLeggibilità garantita da una norma internazionaleDipendente dalla sopravvivenza del produttore
Appalti pubbliciConforme ai requisiti della ISO 19650Rischio di vincolo per la stazione appaltante
Sovranità dei datiPossibile con hosting sovranoSpesso legata a un cloud del produttore extraeuropeo
Costo totale di proprietàLicenze modulabili, viewer gratuito possibileLicenze del produttore, costo crescente nel lungo periodo

Limiti strategici di un approccio proprietario

Il limite principale è la dipendenza dal produttore (vincolo dovuto all’ecosistema). Una volta che un progetto è avviato in un ecosistema proprietario, il costo della migrazione diventa proibitivo. Il committente perde la propria capacità negoziale sui rinnovi delle licenze.

La perdita di informazioni nell’esportazione verso formati aperti è un altro limite. Non tutte le funzioni native si traducono perfettamente in IFC. Gli attori che ricevono il modello ereditano una versione degradata, il che può generare incomprensioni e compromessi tecnici nel corso del progetto.

Il costo delle licenze nel lungo periodo è il terzo aspetto. I modelli di abbonamento annuale, ormai diventati la norma, trasformano la proprietà in un affitto perpetuo. Nell’arco di un progetto edilizio, il conto diventa significativo.

Quale impatto sugli appalti pubblici francesi e sulla commessa pubblica

Requisiti openBIM negli appalti pubblici

Gli appalti pubblici francesi inseriscono sempre più spesso riferimenti alla norma ISO 19650 nel CCTP. Questo riferimento implica generalmente l’uso di formati aperti e la produzione di deliverable IFC a ogni milestone contrattuale.

La sovranità digitale dei dati di progetto è l’altro requisito in crescita. I dati di un edificio pubblico, in particolare di un edificio sensibile, non dovrebbero essere ospitati su infrastrutture soggette al Cloud Act o al Patriot Act.

Rischi di una strategia proprietaria negli appalti pubblici

Imporre un formato proprietario in un appalto pubblico espone a diversi rischi. La difficoltà di confronto tra le offerte è immediata: solo i concorrenti dotati del software imposto possono rispondere, il che restringe la concorrenza.

Il vincolo del committente al produttore scelto è l’altro rischio maggiore. A lungo termine, la gestione e le eventuali ristrutturazioni successive restano prigioniere di quell’ecosistema, con i relativi costi di licenza.

Infine, spesso si verificano costosi rifacimenti in fase di gestione: se il gestore non usa lo stesso software dei progettisti, il modello deve essere convertito o ricostruito, con perdita di affidabilità.

Come scegliere tra openBIM e BIM proprietario per il vostro progetto

Criteri in base al tipo di progetto

La scelta giusta dipende dal contesto concreto del progetto:

Criteri in base agli attori e alla durata del ciclo

Il numero di soggetti coinvolti nel modello è un fattore determinante. Più gli attori sono numerosi ed eterogenei (architetto, più studi di progettazione, computista, OPC, imprese, gestore), più l’openBIM diventa pertinente. Per gli studi di architettura che collaborano con diversi partner tecnici, l’openBIM è l’unica scelta davvero operativa.

Pesano anche la durata prevista di conservazione e di gestione. Per un edificio destinato a servire per cinquant’anni, scommettere sulla durabilità di un produttore particolare diventa azzardato.

Infine, il livello di sovranità richiesto (GDPR, NIS2, settori sensibili come sanità o difesa) fa spesso pendere la decisione a favore di una piattaforma openBIM francese.

Come attuare una strategia openBIM di successo

Strumenti e piattaforme compatibili con IFC

Una strategia openBIM si appoggia su più elementi. Un visualizzatore IFC online accessibile senza software di settore apre il modello a tutti i soggetti, compresi quelli che non fanno modellazione. Una piattaforma collaborativa compatibile con IFC e BCF centralizza scambi e annotazioni.

L’ambiente di condivisione dei dati (ACDat/CDE) conforme alla norma ISO 19650 struttura la circolazione documentale. Modelli, elaborati, verbali e validazioni vi sono versionati e tracciati.

Buone pratiche di scambio e di governance

Il capitolato informativo del progetto (BEP) precisa gli export IFC attesi a ogni milestone: livello di informazione richiesto, proprietà da includere, verifiche di qualità. Senza questa convenzione chiara, nella pratica l’openBIM si degrada.

Il livello di fabbisogno informativo (LOD) per ogni milestone (schizzo, progetto preliminare, progetto definitivo, esecuzione, DOE, gestione) deve essere definito fin dall’avvio. Ogni export IFC viene poi verificato rispetto a questo livello atteso.

Infine, la tracciabilità delle revisioni e degli stati mette in sicurezza l’intera filiera. Un deliverable IFC riporta una versione, uno stato documentale (in corso, condiviso, pubblicato), un autore identificato e una marca temporale. Questa disciplina trasforma l’openBIM in una pratica professionale solida, e non in una semplice intenzione di apertura.

La scelta tra openBIM e BIM proprietario non si riduce a un dibattito tecnico. Impegna la sovranità dei dati, la durabilità dell’investimento e la libertà di manovra del committente per diversi decenni. Per gli appalti pubblici francesi e i progetti di lunga durata, l’approccio openBIM si impone come un’evidenza strategica. Gli strumenti e le piattaforme per attuarlo esistono già oggi, in un quadro francese e conforme alle norme in vigore.

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